Ogni tuo dito che tocco è un gradino.
Queen of Saba / Poesia Queer
Non so bene come li ho scoperti, ma sono piombati nella mia vita a gamba tesa con un carico di poesia misto rabbia come uno schiaffo e una carezza insieme. Sono un duo veneziano, mixano soul, R&B, indietronica, hip hop e credo di non esaurire facilmente la complessità meravigliosa che esprimono. Credono nella musica vera, quella senza compromessi, senza testi educati, anche se alcuni lo sono talmente tanto da sfiorare il poema.
Ne parlo perché in un panorama di indie da doccia, dove i temi sono sempre gli stessi (mediamente delusioni d’amore curate a botte di alcool unite a dosi massicce di nichilismo che lascia quel sapore malinconico da manuale per incontrare il gusto facile della GenZ, così da scalare in agilità le classifiche di Spotify), loro emergono spaccando il terreno come un fiore raro ed esotico. Con temi e musica vera.
Non scherzo se da loro ho sentito la più bella canzone d’amore che abbia mai avuto in cuffia, in cui non si canta l’abbandono ma finalmente l’incontro e la tenerezza dello stare insieme tanto da sentire l’altro “una torre con in cima un giardino…”
E questa canzone che i ragazzi intitolano “Piccola Inutile”, di inutile, non c’è nulla. E’ quello di cui avevamo bisogno.


